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2009/5/24 ANGELI E DEMONINuova realizzazione di Ron Howard dopo il codice da vinci che riprende un tema spinoso costatogli l'impossibilita' di poter girare le scene nelle location originali. Nel film il protagonista e' chiamato al nuovo incarico di smascherare gli illuminati, una setta con chiara volonta' di vendetta dopo che nel passato il cristianesimo aveva condannato alcuni di loro ad una punizione esemplare. Rispetto al punto di vista letterario la cronologia risulta invertita facendo diventare angeli e demoni un sequel e non un prequel. La vicenda si svolge in Vaticano e nella citta' di Roma. Elevatissimo il tasso tecnologico utilizzato per ricreare le location vaticane. Tra modelli in scala e post produzione al computer e' difficile anche per chi abita a Roma riuscire a capire che cio' che sta vedendo e' falso. La storia ha un ritmo sostenuto grazie anche al fatto che il tempo a disposizione e' poco e la posta in palio e' alta. Quello che non convince del tutto in questo film e' forse la percezione di quello che ormai tutti conosciamo come " effetto blockbuster ". Nel codice da vinci, la narrazione era piu' lenta ma il mistero che veniva man mano svelato era avvincente. E' invece altrettanto tagliente il modo con cui il regista vuole farci capire come sia diversa la realta' dei fatti rispetto a quello che crediamo. Quello che si andava a scoprire nel codice da vinci aveva il fascino del proibito anche se sappiamo tutti che il tutto era basato su conclusioni errate o indimostrabili di Dan Brown. In questo secondo capitolo invece a tenere testa e' lo scontro fede / scienza che poi come ci dicono le alte cariche vaticane tanto scontro non e'. Peccato ! Il finale del film e' troppo " pirotecnico " e porta lo spettatore ad avere la sensazione di essere quasi di fronte a uno 007 e non ad un camerlengo che compie un gesto di fede estremo. Citazione particolare per Pierfrancesco Favino che risulta particolarmente adatto alla parte del comandante Olivetti. Resta in ogni caso un film che nei suoi 138 minuti di durata tiene piacevolmente incollato lo spettatore allo schermo e al giorno d'oggi e' sempre piu' una rarita'. Voto: 7 |
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